L' Omeopatia non è riconosciuta come branca della medicina perchè essenzialmente si tratta di acqua e zucchero molto costosi. Non sono considerazioni mediche ma essenzialmente di chimica/fisica sulle diluizioni di competenza del fisico/chimico.

La preparazione di un cosiddetto medicinale omeopatico avviene tramite il fenomeno della diluizione.

La diluizione non é altro che, come dice il termine, una diluizione della sostanza base curativa prelevata originariamente e diluita con una soluzione neutra generalmente di di alcol e acqua (ma spesso di sola acqua). La diluizione può essere portata a diversi gradi, e a seconda del grado prende nomi diversi:

  • diluizione decimale (indicata con D): una parte di sostanza originaria viene diluita in 9 parti di soluzione neutra,

  • soluzione centesimale (indicata con C o CH): una parte di sostanza originale viene diluita con 99 parti di sostanza neutra,

  • soluzione cinquantamillesimale (indicata con LM): una parte di sostanza originale viene diluita in 49.999 parti di sostanza neutra.

I rimedi omeopatici, non hanno mai una sola diluizione, un flacone di rimedio omeopatico riporta scritto un codice del tipo 12C o 30C, il quale significa che il principio naturale é stato diluito per 12 o 30 volte (a seconda del caso) in diluizione centesimale. Questo significa che 1 parte di sostanza originale viene messa in 99 parti di sostanza neutra, e dal risultato viene presa ancora 1 parte e diluita in altri 99 di sostanza neutra. Ogni flacone per diluizione (12 nel caso di 12C) conterrà sempre 1/100 di principio attivo rispetto al precedente.

http://www.fivehundredwords.it/post/it-omeopatia-spiegare-spiegare-e-ancora-spiegare

Detto in breve all'interno del flacone non vi è nemmeno una molecola curativa. L'omeopatia nasce alla fine del XVIII secolo mentre  il principio del Numero di Avogadro venne formulato ufficiosamente solo nel 1810 e vene accettato dalla comunità scientifica solo nel 1865.  Probabilmente il principio omeopatico é nato perchè all' epoca non si conoscevano ancora il concetto di numero di Avogadro e la relazione tra numero di atomi e quantità di materia presente in soluzione.

Ogni persona è libera di curarsi come meglio crede però la cosa importante è informare le persone, in particolare le persone anziane e deboli, del fatto che l'Omeopatia non è un farmaco ma solo acqua e zucchero. 

Ma allora perché università, ordini professionali, società scientifiche, amministrazioni pubbliche sanitarie si prestano ad “insegnare”, trasmettere, divulgare informazioni acritiche (quando non false) sull’omeopatia? O com’è possibile che la Regione Toscana avvii a Pitigliano la realizzazione di un ospedale dove sarà possibile curarsi anche con l’omeopatia e, per non farsi mancare nulla, anche con fitoterapia e medicina tradizionale cinese, e tutto ciò caricandone i costi sul contribuente italiano? Intendiamoci, il problema non è solo dell’Italia ma in questo caso mal comune non è mezzo gaudio.

Alcuni paesi, peraltro, cominciano a muoversi: in Francia l’Accademia Nazionale di Medicina e quella di Farmacia si battono perché l'omeopatia non sia insegnata nelle università e non sia rimborsabile a carico del contribuente. Negli USA è obbligatorio che sulle confezioni dei prodotti omeopatici sia fatto chiaro che non ci sono evidenze di efficacia. In UK il Direttore dell’Istituto Nazionale della salute (NHS) suggerisce di non includere fra le società professionali riconosciute quelle di omeopatia che accusa di diffondere informazioni errate.

Consiglio il seguente articolo:

"La fine dell'Omeopatia" CICAP

https://www.cicap.org/n/articolo.php?id=273435

 

 

 

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