Il monossido di carbonio (CO) è un gas inodore, velenoso e potenzialmente esplosivo. Si genera quando una qualsiasi combustione del carbonio avviene in carenza di ossigeno (caldaie a metano, stufe a legna). Ogni anno, all’inizio dell’inverno o un po' prima delle vacanze invernali, i media ci segnalano un certo numero di morti dovuti a questa tipologia di avvelenamento. Quest’anno c’è da aspettarsi un aumento di casi a causa delle restrizioni energetiche che portano a una maggiore sigillatura di porte e finestre e di un generalizzato “fai da te” in fatto di stufe e camini.

Quindi in generale sigillare troppo le abitazioni riducendo a zero la ventilazione naturale può creare mancanza di ossigeno in particolare con stufe o caldaie a gas non ermetiche e quindi la produzione di CO.

Un modo per produrre il monossido di carbonio in casa è quello rappresentato di seguito. Si prende un contenitore anche in plastica che si possa sigillare e si fa avvenire una combustione in carenza di ossigeno.

A destra un misuratore di CO2 e CO, a sinistra una candela, il tutto racchiuso all’interno di un contenitore stagno. Inizialmente a candela spenta il CO era pari a 2 ppm mentre la CO2 risultava pari a 546 ppm. Il limite per effetti sanitari del CO è pari a 50 ppm mentre per la CO2 è pari a 5000 ppm. Questa combustione a coperchio aperto è regolare ovvero non si producono concentrazioni di CO pericolose.

Dopo due minuti dalla chiusura del coperchio il CO era pari a 29 ppm mentre la CO2 pari a 668 ppm. Un po' prima dello spegnimento della fiamma dovuta alla carenza di ossigeno i valori erano i seguenti:

CO = 1506 PPM   CO2 = 3193

I valori alti di formaldeide (HCHO) sono dovuti alla leggera combustione del contenitore, se volete ripetere l’esperimento consiglio un contenitore in vetro…

La prima osservazione è che la concentrazione di CO2 è ancora nella norma mentre quella del CO è 30 volte quello limite per effetti sanitari. In altre parole, l’atmosfera all’interno del contenitore oltre che a essere esplosiva è altamente velenosa (istantaneamente mortale).

La seconda osservazione è che essendo la CO2 ancora nel limite non abbiamo la possibilità di accorgerci di nulla, il CO è inodore e non da nessuna tipologia di avviso.

Esplosioni di stufe a legna

Il monossido di carbonio è esplosivo in quanto non essendosi completamente ossidato non vede l’ora di terminare il suo ciclo e di trasformarsi in CO2 (Anidride carbonica). Questo spiega perché ogni tanto esplode una stufa a legna o un appartamento non completamente incendiato. Il caso tipico di esplosione per le stufe è la combustione con poco ossigeno a causa delle prese d’aria chiuse. La legna e la brace producono CO che però non può innescarsi a causa della mancanza di ossigeno. Se si apre lo sportello entra ossigeno e avviene l’esplosione. 

Conclusioni

L’avvelenamento da monossido di carbonio è una situazione frequente, i sintomi includono cefalea, nausea, sonnolenza e stato confusionale. La diagnosi si basa sugli esami del sangue. Dato che la sintomatologia può essere vaga e variabile, una forma lieve di avvelenamento da monossido di carbonio può essere scambiata per influenza. Se tutte le persone residenti nella stessa abitazione, soprattutto se riscaldata, manifestano vaghi sintomi simil-influenzali nello stesso momento, si può sospettare che la causa sia un’esposizione al monossido di carbonio.

Per evitare l’avvelenamento, le sorgenti di combustione domestica, come caldaie a gas e stufe a legna, devono avere un adeguato impianto di ventilazione ovvero deve sempre entrare aria fresca. Se la ventilazione non è possibile, una finestra aperta può limitare la formazione del monossido di carbonio. I tubi di scarico delle fornaci o di altri apparecchi da riscaldamento devono essere controllati periodicamente per evitare rotture o perdite, meglio evitare il fai da te.

Esistono sensori chimici per uso domestico che captano il monossido di carbonio nell’aria ed emettono un allarme quando è presente. Se si sospetta la presenza di monossido di carbonio in casa, si devono aprire le finestre ed evacuare l’abitazione, quindi occorre individuare la sorgente della perdita. Il controllo costante, mediante tali sensori, può identificare il monossido di carbonio presente prima che si manifesti un avvelenamento. Come i rilevatori di fumo, i sensori di monossido di carbonio sono consigliati in ogni casa.

Dott. Fisico Giovanni Gavelli & Partners

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