Quando si fondono ad alte temperature liberano una grande energia e un Neutrone. Con un grammo di Deuterio e Trizio si potrebbe produrre un’energia equivalente a 11 tonnellate di carbone.

Cosa non ci è stato detto

Trovare il Deuterio : Il Deuterio è abbastanza comune in natura, si può prendere dall’acqua di mare, 1 su 5000 atomi di acqua di mare è di Deuterio. Bisogna però separarlo e questo costa energia e strutture abbastanza complesse.

Trovare il Trizio: Il Trizio è radioattivo con un’emivita di circa  12 anni (emissione beta) ed è raro in natura, si stima la quantità di Trizio in natura sia pari a circa 1 kg. Il modo più veloce per produrre il Trizio è tramite una reazione all’interno di un reattore a Fissione. La radioattività del Trizio , ovvero emissione beta (elettroni) a bassa energia non è pericolosissima ma certo non si può dire che non sono presenti sostanze radioattive. Il costo attuale del Trizio è di circa 28 mila dollari al grammo. Le poche decine di chilogrammi di Trizio disponibili in commercio provengono da un tipo di impianti nucleari presenti solo in Canada e nella Corea del Sud che però verranno smantellati nei prossimi anni.

Attivazione neutronica : Non è vero che durante la fusione dei due isotopi non si genera radioattività. In una reazione a fusione, quando un atomo di Deuterio ed un atomo di Trizio vengono fusi, formano un atomo di Helio e liberano un neutrone ed ovviamente energia. Il processo di attivazione neutronica consiste nell'induzione di radioattività in materiali sottoposti a un flusso di neutroni (quelli generati dalla fusione)  e avviene quando i nuclei atomici catturano i neutroni, diventando così più pesanti e passando a uno stato eccitato ovvero radioattivo. Questo vuol dire che le strutture metalliche dell’impianto con il tempo possono diventare radioattive. Questo è uno dei motivi per cui tutte le strutture metalliche dei vecchi impianti a fissione sono radioattive anche se di basso livello.

Efficienza di reattore : Il surplus di energia ottenuto col nuovo test, cioè gli 0,4 megajoule (0,1 kWh) netti, rappresenta il valore energetico dei soli neutroni e della radiazione liberati dalla fusione. Dai neutroni bisogna passare poi al calore, dal calore bisogna passare al vapore che deve azionare una turbina, dalla turbina al generatore elettrico. Per essere operativo nella produzione di energia il sistema dovrebbe fornire almeno mille volte più energia tenendo conto dell’energia necessaria ai laser e delle perdite termodinamiche.

In breve

Ci vorranno ancora molti anni prima di vedere un impianto funzionante, ma una cosa è sicura, che questa tipologia di impianti non saranno “ecologici” come ci viene detto, qualche problema ci sarà sempre. In particolare, per la produzione di Trizio e l’attivazione neutronica.  L’idea di avere un’energia “pulita” e infinita è fantascienza anche se comunque sia si tratta di una grande innovazione e di un sicuro miglioramento ma non a rischio zero; il rischio zero non esiste.

I tempi sono stimati in meno di 50 anni e più di dieci anni, come affermato dalla direttrice del laboratorio Kimberly S. Budil, in un’intervista sul New York Times:

it will take quite a while before fusion becomes available on a widespread, practical scale, if ever. “Probably decades,” Kimberly S. Budil, the director of Lawrence Livermore, said during the Tuesday news conference. “Not six decades, I don’t think. I think not five decades, which is what we used to say. I think it’s moving into the foreground and probably, with concerted effort and investment, a few decades of research on the underlying technologies could put us in a position to build a power plant.

 

Dott. Fisico Giovanni Gavelli & Partners

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